Quando arriviamo a percepire lo stress vuol dire che stiamo sostenendo ritmi o situazioni contingenti che non sono compatibili con il nostro essere. In quest'ottica non è lo stress che va sconfitto, che invece arriva per segnalarci che la vita che stiamo conducendo non è adatta a noi. Il vero problema è come noi rispondiamo allo stress. Consciamente o inconsciamente ci troviamo ad attivare una serie di azioni per rispondere al disagio che stiamo vivendo. Cosa facciamo, in realtà, agendo sempre così?
Costruiamo una risposta abitudinaria che cronicizza lo stress e il malessere quando dovremmo accettare che il nostro modo di vivere, almeno in qualche cosa, deve cambiare. Lo stress, sempre più spesso, ci introduce in un cerchio chiuso, l'uscita sembra non esserci. "Ho in mente sempre gli stessi pensieri", dice Antonio, 32 anni, "Non oso proprio immaginare una vita senza routine, libero dai miei soliti schemi". Quando arriviamo a questo punto serve interrompere il dominio del pensiero. In che modo? Con azioni semplici, come la meditazione, il rilassamento o le fantasie immaginative. Bastano anche tecniche semplici con le quali ci induciamo immagini positive che, appena focalizzate, interrompono lo stress. Molto spesso di fronte allo stress cerchiamo di essere forti, ci irrigidiamo, prendiamo anche dei farmaci. Dovremmo fermarci e percepirlo, abbandonarci alla fantasia, ai colori che cancellano i toni grigi della routine. In questo modo arriveremo a liberare la nostra anima dalla razionalità eccessiva e soffocante. Diversi studi hanno dimostrato quanto lo stress possa alterare anche il sistema immunitario. Ad esempio, è stata osservata una maggiore incidenza d'influenza e raffreddore in persone stressate. In realtà, lo stress è una risposta automatica del nostro corpo che si attiva in determinate circostanze e diventa dannosa se la sua presenza si prolunga. Ma come possiamo difenderci dallo stress se il nostro quotidiano è colmo di circostanze stressanti inevitabili? Possiamo dare spazio alla creatività immaginativa. Si tratta di una risorsa interiore che può liberare il blocco energetico prodotto dallo stress. Un errore molto comune è quello di gestire lo stress attraverso il canale razionale che, apparentemente, ci fa astrarre dalle forze emotive esistenziali. Crediamo che la razionalità rappresenti l'aspirazione ideale, in grado di proteggerci. Dovremmo invece ascoltare la voce interna di quella parte che Jung chiama "Ombra". Essa contiene i cambiamenti, i dolori ma soprattutto le prospettive evoluzionistiche della nostra psiche, attraverso il Sé. Allora, quando ci troviamo nel vortice dello stress, dobbiamo cercare quel simbolo o quell' immagine, che se adeguatamente interpretata e compresa, può superare le apparenti convizioni razionali e creare il senso che quello stress ha per l'evoluzione del Sé. Così, possiamo ridefinire il ruolo e il significato simbolico dell'adattamento/disadattamento alle circostanze stressanti offerte dall'ambiente, individuando le ipotesi per riequilibrare gli eventi. Con l'utilizzo di tecniche immaginative possiamo creare le condizioni per poter andare oltre la contrapposizione tra l'Io e l'Inconscio, liberandoci dalla stasi che ci aveva bloccati.
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Dott. Paolofabrizio De Luca
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