Dopo questo difficile momento storico prodotto dall’epidemia dal coronavirus (Covid19) ci prepariamo alla cosiddetta Fase 2. Progressivamente, attraverso le decisioni politiche, riprenderanno le attività economiche, produttive, sociali, etc.
In questo momento può diventare fondamentale la capacità di prendere decisioni efficaci anche a livello personale. Dovremo essere pronti a scegliere i giusti accorgimenti che salvaguardino il nostro vivere quotidiano e quello dei bambini, in funzione anche della tutela della salute delle persone anziane. Dopo anni dove abbiamo puntato sul contatto umano e l'integrazione ci troviamo adesso a mantenere necessariamente le distanze sociali. Soprattutto i bambini e gli adolescenti si troveranno per un certo periodo a non poter praticare liberamente attività come sport (il calcio, il basket, etc.), passioni (danza, recitazione e canto), i culti religiosi e per questo le decisioni della comunità e degli adulti avranno una valenza psicologica ancor più importante. Nell'attesa che la scienza o la natura trovino la migliore risposta possibile dobbiamo avviarci a questo periodo di convivenza col virus che condizionerà i nostri ritmi, i nostri spostamenti sui mezzi di trasporto, la realizzazione dei progetti, e tanti altri aspetti. Per questo dobbiamo essere pronti a prendere decisioni efficienti ogni giorno.
Ecco le principali caratteristiche che ci possono far prendere una “decisione efficace” ed aiutarci a gestire il senso d’incertezza:
Per risolvere brillantemente i problemi è necessario, tra l’altro, essere “flessibili”: cioè riuscire a considerare in modo diverso, secondo diverse categorie, gli elementi fornitici dall’ambiente.
Non serve accanirsi per far andare le cose come le ha predisposte la nostra razionalità. Ci sono eventi che non possiamo programmare, ma che dobbiamo far accadere senza interferire. Per prendere le scelte migliori serve spesso distruggere le idee che ci siamo fatti. Talvolta sono anche le certezze che ci impediscono di fare una scelta migliore. Il problema è la paura di ciò che non conosciamo. Invece serve fidarsi anche di quelle parti che ascoltiamo meno, come il bambino interiore, il sognatore, il filosofo, etc. Spesso serve guardare ciò che accade senza il bisogno di dare un significato a tutto. Serve “stare” ed “essere flessibili”, con la mente aperta ad accogliere ed accettare anche le soluzioni più impensate. Serve accogliere il nuovo che ogni giorno può arrivare nella nostra vita ed essere presente nelle cose, proprio quando accadono.
Autore
Dott. Paolofabrizio De Luca, psicologo e psicoterapeuta
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Dott. Paolofabrizio De Luca
Psicologo - Psicoterapeuta - Consulente Tecnico d'Ufficio Tribunale di Napoli.
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